La politica dei rifiuti

Riduci, Riusa, Ricicla, Recupera

Riduci, Riusa, Ricicla, Recupera: sono questi i pilastri di un’efficiente e sostenibile gestione integrata del ciclo dei rifiuti solidi urbani. L’obiettivo, per tutti noi, è arrivare a zero rifiuti in discarica. Ed è un obiettivo raggiungibile.

 

Riduci e Riusa

Il primo passo è produrre meno rifiuti.

Da questo punto di vista, noi cittadini siamo chiamati a un uso responsabile dei beni che scegliamo di acquistare, imparando ad allungare la vita ai prodotti, avendone cura, riparandoli, immettendoli, per quei beni per cui ciò è possibile, in un circuito virtuoso di donazione, scambio o compravendita di beni usati che possono avere una “seconda” vita.

Da un punto di vista produttivo, invece, le aziende sono impegnate in scelte responsabili e innovative, efficienti dal punto di vista sia del consumo energetico, sia dell’utilizzo di materiali e materie prime, e, in particolare in merito agli imballaggi, sono chiamate a una forte riduzione del loro impatto ambientale, puntando su confezioni e packaging ecologici, chiaramente identificabili e facilmente riciclabili.

Benefici del riuso

  • Riduzione del totale dei rifiuti,
  • Prevenzione dell‘inquinamento,
  • Riduzione dell’emissione dei gas serra, che contribuiscono ai cambiamenti climatici,
  • Minore pressione sulle risorse naturali (materie prime, petrolio, foreste, acqua),
  • Preservazione dell’energia originariamente usata per produrre l’oggetto riutilizzato.

 

Ricicla

Fare la raccolta differenziata in maniera accurata e costante è importantissimo.

Attraverso il riciclaggio possiamo ottenere materie prime “secondarie” che potranno essere utilizzate per realizzare altri beni e prodotti con un minor impatto sull’ambiente. Il riciclaggio aiuta quindi a diminuire l’uso delle risorse materiali ed energetiche e riduce l’inquinamento.

Carta, plastica, vetro, alluminio, legno sono le filiere principali del riciclo e costituiscono nel loro insieme i rifiuti di imballaggio.

Il rapporto rifiuti di ISPRA riporta che nel 2016, la quantità di rifiuti di imballaggio avviata complessivamente a recupero, in base al “Programma generale di prevenzione e di gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio-Relazione generale consuntiva 2016” del CONAI, è pari a oltre 9,8 milioni di tonnellate, facendo registrare un incremento dell’2,7% rispetto al 2015. Nello stesso anno il recupero complessivo dei rifiuti di imballaggio è stato pari al 77,8% dell’immesso al consumo con un recupero del 77.5% per l’acciaio, del 77.5% per l’alluminio, del 88.2% per la carta, del 83.2% per la plastica, del 63.5% per il legno e del 71.4% per il vetro.

Questo dato è il risultato di convenzioni tra i comuni e i consorzi di recupero e riciclaggio, delle iniziative di sensibilizzazione e informazione che di fatto hanno consentito di superare con diversi anni di anticipo gli obiettivi di recupero e riciclaggio stabiliti dalla legislazione europea, nonché quelli fissati dalla legislazione nazionale  (60% da conseguire entro il 31 dicembre 2008).

Benefici del riciclo

  • Riduce la quantità di rifiuti e le risorse perse in discarica o bruciati;
  • Previene l’inquinamento riducendo la necessità di raccogliere nuove materie prime;
  • Risparmio di energia necessaria per realizzare nuovi prodotti da materie prime;
  • Riduce le emissioni di gas a effetto serra che contribuiscono al cambiamento climatico globale;
  • Aiuta a sostenere l’ambiente per le generazioni future;
  • Aiuta a creare nuovi posti di lavoro ben retribuiti nelle industrie di riciclaggio e di produzione.

 

Recupera

La parte di rifiuti che non può essere riutilizzata, né riciclata e utilizzata per nuove produzioni, rappresenta ancora una risorsa all’interno del nostro complesso ciclo produttivo: oggi, la tecnologia ci consente, in maniera sicura, di trarne energia elettrica, calore e fertilizzanti.

Europa, Italia, Umbria

Europa

L’attuale normativa europea sui rifiuti definisce obiettivi chiari in materia di riutilizzo e di riciclaggio dei rifiuti e di riduzione dello smaltimento nelle discariche.

I due target fondamentali, intorno a cui si struttura la politica comunitaria, sono due: entro il 2020, il 50% dei rifiuti urbani e domestici, e il 70% dei rifiuti da costruzioni e demolizioni, dovranno essere avviati a riciclo o riutilizzo.

Attualmente è in discussione una nuova direttiva che contiene un pacchetto di misure finalizzate a promuovere l’economia circolare: è il primo importante testo normativo che definisce la strategia per l’efficienza delle risorse stabilita con l’agenda Europa 2020.

Questa proposta nasce anche in seguito a una consultazione pubblica che ha visto coinvolti stakeholder a livello internazionale e vuole mettere ordine tra le diverse direttive emanate su rifiuti (2008/98/CE), sulle discariche (1999/31/CE), sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (1996/62/CE) e adeguare gli obiettivi sulla base dei nuovi indirizzi di politica ambientali fissati dal 7° Programma di Azione ambientale.

Questa nuova proposta, ancora in discussione, alza ancora di più l’asticella e fissa target impegnativi: in particolare, il testo prevede un target per il riciclo di materia al 70% entro il 2030, mentre si prevede che la quota di rifiuti smaltiti in discarica scenda sotto il 25%, entro il 2025 con un divieto di conferimento per rifiuti riciclabili e biodegradabili (tal quali).

L’obiettivo al 2030 è l’azzeramento dello smaltimento in discarica.

 

Italia

Nel 2016, la produzione nazionale dei rifiuti urbani si attesta a circa 30,1 milioni di tonnellate, in lieve crescita rispetto all’anno precedente (+2%). L’incremento maggiore si registra nel Nord (+3,2%).

La percentuale di raccolta differenziata si attesta al 52,5% della produzione nazionale, con una crescita di cinque punti percentuali rispetto al 2015.

Complessivamente sono state raccolte 15,8 milioni di tonnellate di rifiuti differenziati. Netta la differenza tra le regioni del Nord Italia (9,1 milioni di tonnellate) e quelle del Centro (3,2 milioni di tonnellate) e del Sud (3,5 milioni di tonnellate).

In particolare, tra il 2015 e il 2016 si evidenzia un incremento del 7,3% per la raccolta differenziata della frazione organica (umido+verde). Il riciclaggio delle diverse frazioni provenienti dalla raccolta differenziata o dagli impianti di trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani raggiunge il 45% della produzione e più del 19% è costituito dal recupero di materia della frazione organica (umido + verde).

Circa 5,7 milioni di tonnellate di rifiuti urbani sono recuperate in impianti di compostaggio e digestione anaerobica (+1o%) rispetto al 2015. Il procapite nazionale di trattamento dei rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata (digestione anaerobica + compostaggio), nel 2014, è pari a 94 kg per abitante (138 kg/abitante al nord, 67 kg/abitante al centro, 52 kg/abitante al sud).

A questo proposito ISPRA segnala come “la scarsa dotazione impiantistica rilevata in alcune aree del Paese comporta la movimentazione di rilevanti quantità di rifiuti da queste aree verso gli impianti operativi del Nord […] Le azioni prioritarie, per migliorare la gestione dei rifiuti organici, prevedono la completa attuazione di quanto stabilito dalla direttiva, e cioè la riduzione entro il 2016 dello smaltimento in discarica dei rifiuti biodegradabili al 35% di quelli prodotti nel 1995, fino alla totale eliminazione della discarica dei rifiuti organici non trattati.”

E ancora: “analizzando i dati relativi alle diverse forme di gestione messe in atto a livello regionale si evidenzia che, laddove esiste un ciclo integrato dei rifiuti, grazie a un parco impiantistico sviluppato, viene ridotto significativamente l’utilizzo della discarica”.

Nel 2016, il 25% dei rifiuti è stato smaltito in discarica: un dato ancora negativo che però viene alleggerito dal dato relativo alla riduzione  rispetto al 2015, pari al 5%. Va inoltre sottolineato che oggi l’89% dei rifiuti urbani viene sottoposto a trattamento prima dello smaltimento in discarica.

 

Regione Umbria

Secondo i dati ISPRA sulla regione Umbria, nel 2016 la raccolta differenziata per FORSU e verde è stata pari a 118.231 ton.

La raccolta differenziata nella regione Umbria è certamente migliorata negli ultimi 5 anni: oggi viene differenziato il 57,6% dei rifiuti urbani, contro il 42% del 2012. Veneto e Trentino Alto Adige, le regioni più virtuose da questo punto di vista in Italia, raggiungono rispettivamente il 72,9% e il 70,5%.